Miss Pipa

Pipa

Dove sei Miss Pipa

Ti cerco negli infiniti Ricordi che ho di te

Stasera ho Fiori di parole da donarti

Raccolti nel campo della Nostalgia

Sento ancora il tuo Morbido pelo

Come prezioso balsamo sulla mia Pelle

Le tue Fusa roboanti fanno musica

Nelle mie orecchie presenti al tuo Silenzio

Eri un Gatto, forse solo un Gatto

Per tutti, ma non per Me

Eri presente nel tuo Esistere lontana

E sapevi amarmi senza Catene

Stabilivi tu quando e come accettare le mie Carezze

Ma quando era Sì era Sì

Dove sei Miss Pipa

Ti vedo distesa a catturare Raggi di Sole

Stuzzicare pigra piccoli Insetti

Capitati per caso nel tuo Regno

Ti vedo felice, lontana da Casa

A dispetto della mia Malinconia

Dovunque tu sia, Miss Pipa

Risiedi sempre nel mio Cuore

Tu mi hai insegnato che la Libertà

Non si compra a Nessun prezzo

Tu, che sei solo un Gatto, ovunque tu sia

Mi hai insegnato quello che l’Uomo fa fatica ad imparare

L’Amore è un dono che non pretende nulla in Cambio

Matrimonio

Una parola che dice tutto anche se contiene una innumerevole quantità di significati diversi, che si susseguono e avvicendano nello spazio e nel tempo. 

L’ etimologia fa derivare questo termine da mater (madre), intendendolo quale ufficio femminile riguardo la creazione e cura della famiglia, in abbinamento a patrimonium, da pater (padre), che invece si collega all’ufficio del padre di provvedere al sostentamento…..

LA CASA CHE PARLA

Giochiamo al Matrimonio?

Disse la Luna al Sole….

continua…

IL MATRIMONIO DELLA LUNA

Solitario Viaggio

Daria Petrilli

Non avevo che mani Sporche
Di Poesia
Le lavavo alla Fontana
E speravo che il Giorno
Sarebbe stato Lieve
E la notte Generosa
Dipingevo allora Quadri
Nell’Aria
E attendevo che tu li Ammirassi
E mi Dicessi
Brava
Ma ero Invisibile
Il Suono dei miei Pensieri
Era un Silenzioso
Viaggio
Che compivo da Sola
Un giorno mi sono Guardata
Allo Specchio
E mi sono Riconosciuta
Sono uscita in Giardino
E ho raccolto Parole per me
Come Fiori te le ho donate
Per Dirti
Grazie
Per Dirmi
Ora
Devo Andare

Mio Giorno

Catrin Welz Stein

Mio Giorno
Sei Mio
Mio, come tutti gli Altri
Che lascio Fuggire
Stanchi
Grazie Giorno
Che ti affacci Generoso
Sulla mia Vita
Sei diverso Oggi
Tra cani Sdraiati
Sul Pavimento
In cerca di Frescura
E Poesie
Che migrano tra la Mente
E il Cuore
Senza Scopo
Se non quello di Esistere
Ho seminato di Stupore
Questo tuo essere Uguale
Per renderlo Diverso
Ho intinto solo la Punta Del Pennello
Per Restituire tutto
Nell’attimo esatto

In cui te ne sarai andato

L’angolo Vuoto

L’angolo Vuoto
Di un Passato amore
Resta al Suo posto
Muto ed Immobile
E la Memoria è lì
Distratta e Vigile
A sussurrare Cose
Cosa Sussurri a bassavoce
Che io ti sento anche da Lontano
Credi forse sia Sorda
O cieca
O stolta ?
Mi muovo Lentamente
Tra le stanze Vuote
Dei Ricordi
I quadri Appesi
Tra le mura Spoglie
Spogliate senza Pietà
Dal Presente

Ma Ora usciamo
Rossetto e Maschera
Si usa Così
Oggi
Che Sotto
È Nascosto
L’eterno Sorriso
E una Lacrima stanca

Morte

Se io fossi la Morte
E tu stessi per Venire da Me
Io ti parlerei Dolcemente
Ti direi di non avere Paura
Perché ti aspetto da Sempre
E a Me devi venire
Ti direi che Niente
Di ciò che hai pensato di Me
È Vero
Che io non sono la Fine
Perché sono Esattamente
Come L’inizio
La Vita che hai cercato
Su quell’Albero
Io l’ho Nutrita insieme a Te
Per restituirtela Tutta
In questo Attimo
Prezioso quanto il tuo primo Vagito
Quando ti sei affacciato sull’Orlo
Del Precipizio
Per cominciare a Volare
Se io Fossi la Morte
Ti direi che Io e Te
Siamo Esattamente
La Stessa cosa
Un Nulla pieno di Tutto
Adorno di Gocce di Rugiada
Splendenti
Che si Sciolgono
A un tiepido Sole di Primavera

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