…L’Anno che Verrà…

Mister 2019 si svegliò di pessimo umore.

Quello era il suo ultimo giorno dell’anno,  nel giro di un secondo, allo scoccare della mezzanotte, avrebbe dovuto cedere il testimone a Monsieur 2020 e sparire definitivamente di scena.

365 giorni di pura dedizione quotidiana per poi, in un attimo, svanire nel nulla, dimenticato, morto e sepolto.

Proprio non gli andava giù.

Certo, lo conosceva fin dall’inizio quale sarebbe stato il suo destino, però si sa: un conto è sapere che un giorno te ne dovrai andare, un conto è andarsene sul serio.

Se ne stava lì, immobile a rimuginare fra sé e sé, senza decidersi a fare qualcosa,  ma del resto cosa avrebbe potuto fare? Tutto quello che doveva essere fatto era ormai già stato portato a termine nei mesi precedenti, nel bene e nel male, e non sarebbero state certo le ultime 12 ore della sua vita a cambiare le cose.

Ma proprio non se ne faceva una ragione.

Guardava pigramente fuori dalla finestra e si immaginava le infinte possibili rappresentazioni che ancora avrebbe potuto ideare, mettere in scena e dirigere, determinando le sorti di tutti gli attori che aveva a disposizione.

Fra poche ore quel privilegio non sarebbe più stato suo, ma del suo successore, e a lui non restava che cedere il passo, come era stato in passato e come sarebbe stato per sempre, nei secoli dei secoli.

Amen.

Stava contemplando il giardino e il panorama della città in movimento, che si stava preparando alla gran galà serale quando, fra botti e festeggiamenti, sarebbe stato accolto l’arrivo del 2020.

Ad un certo punto il suo sguardo si posò sull’orologio del campanile: le lancette scandivano i secondi in modo preciso e inderogabile, con un movimento incessante e quasi ipnotico.

Un’idea folle gli passò per la testa: e se invece avesse fatto qualcosa per rimanere?

Se in qualche modo avesse provato ad impedire al nuovo anno di spodestarlo e di appropriarsi così impunemente e senza alcuna fatica del Suo tempo e di tutto quello che lui aveva realizzato con tanto sacrificio?

Si sedette e cominciò a pensare…

Certo, quello che gli era venuto in mente non era proprio “regolare”, era in tutto e per tutto un bell’inganno, ma… del resto: cosa c’è di più ingannevole di questo tempo che passa e ci ruba l’esistenza facendo finta di portarci da qualche parte che altro non è che una fine mascherata da inizio?

Era deciso, si sarebbe ribellato alle regole del gioco, insomma, prima o poi qualcuno doveva pur spezzare questa perpetua ricorrenza, e questo qualcuno evidentemente era lui!

E poi, in cuor suo, pensava che alla fin fine non se ne sarebbe accorto proprio nessuno.

—–

A palazzo erano tutti in fermento.

I preparativi erano cominciati fin dal primo mattino.

Era stata tirata fuori l’argenteria e tutti servizi migliori, piatti, posate, bicchieri di cristallo…

Gli addobbi delle stanze erano pronti da giorni, la tappezzeria era stata lavata e i pavimenti, tirati a lucido, splendevano come degli specchi.

Erano stati ordinati i cibi più freschi e ricercati, frutti esotici e spezie pregiate,  e le pietanze erano in preparazione, sapientemente cucinate da uno staff di cuochi provenienti da tutte le parti del mondo.

La servitù era stata triplicata, ed erano attesi ospiti molto importanti e facoltosi, alloggiati nelle ali laterali del castello.

La cena sarebbe stata servita nella grande sala da pranzo, e, a seguire, si sarebbero aperte le danze con tanto di orchestra, fino ad arrivare così al brindisi finale di mezzanotte tanto atteso, dove, avrebbe fatto ingresso l’ospite d’onore, giovane, aitante e pieno di buoni propositi.

Botti e fuochi d’artificio avrebbero infine dato il benvenuto al nuovo anno, che si sarebbe subito impossessato del trono a pieno titolo.

Monsieur 2020 era alloggiato nella stanza reale, nell’ala nord del castello.

Dalla mattina si stava preparando per il grande evento.

Aveva pensato per giorni a quale abito indossare, anche se in fondo questo era un dettaglio poco importante visto che tutti quanti, indipendentemente dalle sue vesti, lo avrebbero accolto sicuramente come un re, riconoscendogli tutta quella freschezza e quell’aurea di nuove, entusiasmanti possibilità e promettenti cambiamenti, di cui godono i nuovo arrivati.

La sua era più un’ansia da prestazione: sarebbe stato all’altezza del vecchio titolare uscente?

Certamente non aveva condiviso appieno il suo operato, e in fondo sapeva che avrebbe avuto delle belle gatte da pelare…

Ma era anche giovane e pieno di entusiasmo e fantasia e, soprattutto, buone intenzioni: ma certo, avrebbe fatto sicuramente meglio!

E anzi, proprio perché era bisestile, si sarebbe impegnato ancora di più e avrebbe dato prova delle sue qualità e capacità.

L’incontro per il passaggio di consegne era previsto, come da prassi, per la mezzanotte: si erano dati appuntamento nella vecchia soffitta, perché lo scambio doveva avvenire in modo discreto, così da non creare alcun disagio o commozione negli ospiti più sensibili, che erano soggetti a vedere con una sorta di malinconica nostalgia la dipartita del vecchio compagno di vita…

Passò il resto della giornata riposandosi e pregustando il tanto atteso momento.

Mister 2019 aveva invece trascorso tutto il tempo che gli era rimasto a disposizione ad escogitare il suo piano: a mezzanotte, come di consuetudine da secoli, avrebbe incontrato il suo successore in un luogo appartato, lontano dagli occhi di tutti.

Lo scambio era previsto nella soffitta e, come da rito tramandato da generazioni, si sarebbe svolto all’interno della Clessidra del Tempo: vi sarebbero entrati e avrebbero atteso in silenzio lo scorrere dei Momenti.

Nell’attimo in cui la polvere del Trascorrere si fosse  trovata nell’esatta metà della Clessidra, il vecchio anno sarebbe rimasto all’interno, mentre il nuovo sarebbe uscito e l’avrebbe sigillata, archiviando per sempre il suo predecessore nel Posto del Tempo che Fu.

Mister 2019, però, avrebbe finto un malore, e lo avrebbe convinto a farlo uscire per un attimo a prendere un po’ d’aria; a quel punto,  capovolgendo il Destino del Sempre, avrebbe inserito lui il tappo, intrappolando così il povero novello al posto suo.

Si sarebbe spacciato per lui e nessuno avrebbe notato la differenza…

In fondo ogni anno è uguale all’altro, anche se gli umani si ostinano a volerli vedere diversi, magici e a nutrire illusorie speranze di grandi novità.

Sarebbe stato tutto molto molto semplice, certo era un po’ meschino da parte sua restare con la consapevolezza di una bugia, ma si giustificava con l’idea che con un po’ di tempo in più avrebbe avuto modo di rimediare agli errori commessi e realizzare le grandi gesta che non era stato in grado di compiere in precedenza.

Quando arrivò alla soffitta, si sentiva molto determinato e assolutamente convinto delle sue intenzioni: era davvero la cosa giusta, anzi, non lo faceva per sé, ma per tutte le Anime che non era riuscito ad accontentare in precedenza.

Monsieur 2020 lo stava aspettando e si capiva chiaramente che era molto impacciato ed agitato.

Espletarono i solito convenevoli di forma:

“Buonasera”

“Ben arrivato, la stavo aspettando”

“Come si sente, agitato?”

“Un pochino, ma sono onorato di essere io a sostituirla. ”

Ecc., ecc….
Si apprestarono quindi a dare il via alle procedure del caso.

Entrarono nella clessidra ed attesero che la polvere luminescente e leggera cominciasse a cadere.

Mister 2019 era pronto a dare il via alla sua farsa, erano quasi arrivati al momento cruciale quando aveva cominciato a contorcersi e a lamentarsi, tant’è che Monsieur 2020 si era trovato un poco spiazzato, non sapendo come reagire..

Quando la clessidra fu a metà Mister 2019 si mise ad urlare dicendo che doveva assolutamente uscire perché si sentiva molto, molto male e non era in grado di completare le operazioni in quello stato; Monsieur 2020 disse allora “Ok, fermiamo un attimo il Tempo e usciamo a prendere una boccata d’aria, le faccio strada.”

“Grazie di cuore” rispose Mister 2019, “se non le dispiace vado avanti io. ”

Ma Monsieur 2020 non si fidava molto di quel vecchio anno che non si era mostrato poi così trasparente e lineare durante il suo corso e che, con quella storia del malessere improvviso, non lo convinceva per niente.

A questo punto Mister 2019 si sentì un po’ colto in flagrante, e così, si arrampicò letteralmente sulle spalle del 2020 cercando di spingerlo in basso con tutta la sua forza.

Fra i due iniziò una violenta colluttazione e… la Clessidra si inclinò e cominciò a rotolare per terra.

Il Tempo intanto si era fermato e nel palazzo era calato un silenzio di tomba.

I due Anni, così vicini e già così distanti fra loro,  lottavano ed imprecavano nella clessidra ormai impazzita che rotolava avanti e indietro senza una meta, urlavano, si tiravano i capelli e si insultavano senza ritegno, totalmente dimentichi delle buone maniere che avevano sempre contraddistinto i i loro predecessori, quando ad un certo punto un suono ancora più forte li distolse dal loro trambusto.

Si fermarono allora per capire meglio di cosa si  trattasse e si resero conto che quel suono così potente e continuo altro non era che un pianto disperato; lasciarono quindi che la nuvola di polvere che si era creata intorno a loro si depositasse e guardarono attraverso il vetro: di fronte a loro c’era un a piccola bambina che si strofinava gli occhi disperata.

Piangeva, tremava e continuava a ripetere la stessa frase: “Non so da che parte andare, non so da che parte andare…”

Mister 2019  e Monsieur 2020 si guardarono dritti in faccia, non ci fu bisogno di parlare…

In un attimo furono fuori dalla Clessidra, a fianco della piccola bimba, che si era rannicchiata su se stessa e continuava a singhiozzare tirando su col naso.

“Piccolina cosa ti succede?” disse Mister 2019.

“Dolce bimba, perché piangi?” continuò con dolcezza Monsieur 2020.

La bimba si interruppe, li guardò entrambi (poteva vederli, lei), prima uno e poi l’altro, e cominciò a parlare: “La mia mamma è morta, e io non so dove andare. Io vorrei fermare il tempo, vorrei che questo anno non finisse mai per restare per sempre con lei, ma voglio anche crescere e diventare grande, per essere bella e forte come lei.

Ho paura che se entrerò nel nuovo anno la dimenticherò.”

2019 e 2020 si sentirono improvvisamente sciocchi, egoisti e meschini, per il modo in cui si erano comportati…

All’improvviso capirono che il loro egocentrismo aveva fatto perdere loro il senso profondo del divenire, mettendo davanti se stessi e la pretesa di  dare al tempo un confine, un significato assoluto e determinato.

Erano Anni, certo, e le persone avevano bisogno di loro, per inquadrare, definire, delineare, connotare e determinare ogni circostanza della loro esistenza.

Le persone avevano bisogno del Calendario, per sentirsi al sicuro.

Ma quella bambina, invece, era la prova vivente che il Tempo è solo una convenzione, e che le emozioni non hanno confini e non possono essere costrette a viaggiare al ritmo di una lancetta di orologio…

Mister 2019 e Monsieur 2020 si guardarono dritti negli occhi: ora sapevano cosa dovevano fare.

Col loro Alito infinito, soffiarono dolcemente sulla bambina, e la fecero addormentare.

La cullarono col ritmo dei granelli di sabbia della clessidra, che avevano rimesso in  piedi e nel frattempo aveva lentamente ripreso a far scendere la sua polvere, senza fretta e senza Perché.

L’indomani la bambina si sarebbe svegliata, al sicuro, nel nuovo anno, sapendo che nulla era cambiato, anche se tutto era cambiato.

Avrebbe sofferto, certo, perché la Vita è Dolore.

E avrebbe gioito, anche.

Perché la Vita è Gioia.

E Memoria.

Avrebbe Vissuto, infine.

Perché la Vita è Viaggio.

Nel Tempo, è vero.

Ma soprattutto nell’Anima.

Che non ha Tempo, non ha Inizio, non ha Fine.

Mister 2019 entrò nella clessidra:

“So che non sarà facile, ma sono certo che farà un ottimo lavoro”, disse.

“La porterò sempre con me, in fondo Lei è dentro di me e io non farò altro che aggiungere un nuovo pezzo al puzzle”, rispose Monsieur 2020.

Si abbracciarono forte prima che il tappo fosse apposto per sempre.

Il Tempo riprese a scorrere.

IL palazzo, che si era paralizzato come per incantesimo in quei pochi minuti durati un’eternità, riprese a ad animarsi con ritmo frizzante e chiassoso.

Era arrivato il Nuovo Anno!

Cin Cin, baci abbracci!

Fuochi di artificio, botti, e silenziosa Continuità nel sottobosco dell’Anima.

Pubblicato da Brunina

Il bambino dentro di noi ci chiama: ci implora di ascoltarlo. E noi, abbiamo bisogno di lui.

11 pensieri riguardo “…L’Anno che Verrà…

  1. Trovo questa storia davvero ben fatta, l’ho letta tutto d’un fiato, grazie per quest’opportunità.
    Oggi giravo per blog e mi sono imbattuto in questo.
    Tantissimi auguri di buon anno, sereno 2020 🥳🎉

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