Pedala Pedala Pedala…

Monica Fernandez
(Per Carlotta sdraiata sul prato che guarda il Cielo)

Prendo la bicicletta e scappo.

Pedalo, pedalo, pedalo.

Scappo.

Dalla tristezza e da questo cielo nero che mi si chiude sopra.

Perdonami, mamma.

Ma non posso restare qui.

Non oggi.

Così, pedalo, pedalo, pedalo.

Un chilometro, poi un altro e un altro ancora.

Tutti in fila come soldatini.

Marciano verso una battaglia che li renderà liberi.

Almeno per un istante.

Almeno per oggi.

Perdonami mamma.

Lo so che soffri e che il cielo nero ha spento le tue ali e il tuo sorriso.

Ma ho solo 15 anni.

E devo andare.

Un chilometro dietro l’altro, e sono venti.

Non sono nulla, sai.

Arrivo in cima alla collina.

Mollo la bicicletta sotto il portico e mi precipito in casa, nella grande cucina.

C’è odore di pane, di muri scrostati e di felicità.

Ciao Nonna.

Mi aggrappo al tuo collo e ti stampo un bacio sulla guancia.

“Cosa succede oggi?”, mi chiedi con l’aria di chi sa già tutto…

“Niente, ho bisogno di rilassarmi un po’, vado alla vigna”.

Tu sorridi e mi dai un buffetto sulla guancia.

Occhi azzurri di libertà.

Non servono le parole fra di noi.

Corro in cima al sentiero, mi si presenta davanti il mio panorama preferito.

I filari, fianco a fianco, si lanciano vivaci come un a cascata giù per il pendio.

A lato il grande gelso, che si staglia verso il cielo.

E il prato.

Mi sdraio così, sopra l’erba, mi piace questo contatto fresco sulla pelle.

MI piace anche che pizzichi.

Mi sento ancora più viva.

Adesso sono Io, proprio Io, solo Io.

Guardo il cielo.

E’ azzurro.

Quasi come gli occhi della nonna.

Respiro, Annuso, Respiro.

Una nuvola pazza attraversa il mio campo visivo,  cambia forma, si sposta, solletica la mia fantasia con discrezione.

Io ci vedo il mare.

Come si fa a vedere il mare in una nuvola?

Non lo so, ma io lo vedo.

E lo sento…

Un giorno partirò per quel mare, viaggerò, esplorerò tutto la Terra e se possibile l’Universo.

Conoscerò i Paesi e le Persone, le Stagioni e gli Animali.

Io e la Natura ci incontreremo, ci puoi giurare.

E saremo liberi…

Resto due ore, forse tre.

Così immobile.

Una margherita in bocca.

Adesso la sfoglio.

M’amo o non M’amo…

Certo che M’Amo.

Io mi amerò per sempre.

Finché morte non mi separi…

Mi alzo e ritorno da lei.

Ha preparato la torta.

E ora la cucina sa anche di mele, di risate e di morbide certezze.

“Certo nonna, ci vediamo Domani, o Dopodomani, o per Sempre”

Riprendo la bici e prima di andarmene ti abbraccio e ti canto la nostra filastrocca

“ Vagabonda Felicità

Se non sai dove andare, passa di Qua

Per il Mondo con te voglio Viaggiare

Dammi la mano, non mi Lasciare…”

Ciao Nonna, ti voglio bene.

Pedala, pedala, pedala…

Un chilometro dietro l’altro.

Sembrano cento, ma son solo venti…

Sembrano soldatini dopo la battaglia…

Tornano al fronte, Casa è ancora lontana.

Ho solo 15 anni, Mamma.

E ti voglio bene.

Anche se oggi è così.

Te ne vorrò per Sempre.

Pubblicato da Brunina

Il bambino dentro di noi ci chiama: ci implora di ascoltarlo. E noi, abbiamo bisogno di lui.

3 pensieri riguardo “Pedala Pedala Pedala…

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