Niente

Image by Catrin Welz-Stein

Penso, dormo,  resto sospesa nel silenzio.

E’ un pomeriggio di caldo, caldo soffocante.

Sono paralizzata tra le lenzuola, il mio corpo e la mia anima galleggiano nel vuoto, in cerca di un appoggio.

Dove mi appoggio?

E’ una brutta sensazione non sapere dove appoggiare i piedi, ci sono spuntoni ovunque e rischio di farmi male davvero… e se sbaglio sono guai.

Meglio fluttuare.

Da qui posso permettermi di fantasticare qualunque cosa, pensare che sia vera, che forse, un giorno, si rivelerà dinnanzi a me l’immensa prateria, una distesa verde sotto l’azzurro del cielo, con tanto di cavalli in libertà che galoppano verso l’orizzonte.

Ma per ora lasciatemi qui, leggera ed evanescente.

Come questo Sentire, che di Niente sa.

Voglio sentire Tutto io, e se questo è il turno del Niente che sia il benvenuto.

Fammi capire di che pasta sei fatto.

Mostrami le tue intenzioni, perché non le ho capite.

Davvero credi di farmi paura?

Non hai capito nulla allora…

Posso Amare anche Te sai?

Te e la tua spavalda pretesa di fami sentire inutile.

Io invece ti sento.

E so che hai qualcosa in serbo per me.

Forse un ricordo.

Forse un’emozione nuova.

Forse l’eterno rumore dell’onda che si infrange sulla battigia.

Tu lo sai che io lo sentirò per sempre.

Sentirò il cinguettio degli uccelli alle cinque del mattino che legherò per sempre ad un ricordo di un amore giovanile, io e lui stretti nel lettino della cameretta mentre i fratelli dormono.

Sentirò il profumo del mare e della salsedine mentre viaggio su una nave che mi riporta alla mia infanzia felice.

Sentirò le sue mani di vecchia che grattavano la schiena e il suo odore di latte e di lutto che mia avvolgevano come carezze buone.

Sentirò il dolore della perdita che si è manifestato tante volte e che quando te ne sei andato tu è stato pungente al punto di racchiudere nel tuo tutto quello degli altri, per farmi percepire come il distacco sia così generoso di segni e di sensi…

E ancora sentirò per sempre il tuo corpicino raccolto nel mio , come un cucchiaio ricolmo di panna montata.

Sentirò il tuo sguardo fiero e severo su di me, tutte le volte che guarderò quella foto.

Sentirò il potere di ogni ricordo, che danza o si siede e attende il suo turno, per esibirsi come solista.

Sentirò per sempre il filo sottile che mi lega a te, che hai dato alle mie parole il Potere di avere Potere.

Sentirò la voglia di avere voglia, per tutte le volte che non ho avuto più Voglia, come ora, che fluttuando mi chiedo in che direzione stia soffiando il vento.

Questo niente che non si vede è talmente sepolto dentro che devo scavare a mani nude per raggiungerlo e renderlo Vero.

Eppure io ti dico che è Tutto.

Lui è Me e Io sono Lui.

Forse un giorno Qualcuno unirà le mani a coppa con me, vi poseremo le nostre Solitudini per portarle alla luce, a brillare sotto le stelle.

Pubblicato da Brunina

Il bambino dentro di noi ci chiama: ci implora di ascoltarlo. E noi, abbiamo bisogno di lui.

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