All’improvviso

Catrin Welz Stein

All’improvviso prese in mano il suo cuore, e lo vide sbocciare.

Era un cuore umano.

Aveva radici, foglie e anche i fiori.

Le mani erano forti, erano mani che avevano visto la Vita.

E la Morte.

Era un cuore umano, ma sapeva di favola.

Quella che si voleva raccontare.

Si sedette sul divano, fuori soffiava il vento, la pioggia batteva sul vetro…

Tic, tic, tic.

“Sembra il mio cuore”, pensò.

“E’ così che devo essermi sentita.

Nel momento in cui tutto finisce, nulla finisce.

Ora lo ricordo bene.

Mi sono fermata esattamente nel punto in cui Lui era finito.

Non c’era più, semplicemente.

Scomparso.

Tutto finisce in quell’istante, quando il cuore smette di battere.

C’è un prima e un dopo.

La linea è invisibile e separa nettamente le terre del Tempo.

Quella in cui si è da quella in cui non si è più.

Ma Io sono qui, Ora.

Il mio cuore fra le mani che fiorisce.

Lo faccio per te.

Lo faccio per me.

Perché è così che deve essere.

Perché non può essere diversamente”.

Pubblicato da Brunina

Il bambino dentro di noi ci chiama: ci implora di ascoltarlo. E noi, abbiamo bisogno di lui.

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