Il Dono

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La fata Desiderio era una fata speciale.
In realtà, sembrava una fata come tutte le altre, ma lei credeva fermamente di essere speciale.
Infatti, viveva la sua vita nella piena convinzione che ogni cosa che le accadeva, dovesse avere un qualche significato particolare e misterioso, una ragione nascosta, da scoprire e rivelare.

Questo faceva sì che tutto lo scorrere del tempo e degli accadimenti fosse contrassegnato da passaggi molto intensi ed emozionanti: in pratica, si può dire che Desiderio vivesse saltellando da un’emozione all’altra, passando per sentieri più o meno tortuosi che la conducevano attraverso il presente, in cerca del futuro.

Desiderio viveva in un bosco incantato, del resto si sa: quello è il posto delle Fate.
Nel bosco ogni fata aveva il suo compito, e il suo destino.
Ogni fata aveva, infatti, la facoltà di entrare in connessione profonda con gli esseri umani, e poteva utilizzare il proprio dono per infonderlo e portare un beneficio a chi ne avesse avuto bisogno.
In cambio riceveva energia, pura essenza di Vita, che era nutrimento e rigenerazione per continuare ad esistere.
I doni erano i più disparati: l’allegria, la dolcezza, il coraggio, la forza, la determinazione, la consapevolezza, la volontà, la tranquillità, e così via.
A scandagliare gli infiniti stati d’animo del cuore.
Ogni fata poteva dedicarsi ad un Umano alla volta, e, dopo aver infuso il dono, ritornava nel bosco, in attesa di una nuova missione.
Era assolutamente vietato rivelarsi.
Le fate si rivelavano al proprio prescelto in forma di sogno, e non potevano per alcuna ragione manifestarsi, pena la condanna ad essere scacciate dal bosco e condurre una Vita in esilio.
Era troppo rischioso, infatti, mostrarsi agli Umani, i quali non credono nel mistero delle fate e in tanti altri fenomeni al di fuori della loro razionale comprensione.

E non c’è cosa peggiore che non credere a qualcosa per farla cessare immediatamente di esistere.

Per questo le fate erano destinate a rimanere segrete: per poter continuare a vivere e a svolgere il loro delicato incarico.

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Il dono di Desiderio era la Consolazione.
Era una fata molto gioiosa, Desiderio, amava il bosco, amava la sua Vita e amava le sue sorelle Fate.
E amava gli Umani.
Li trovava affascinanti e misteriosi, ed era felice di poter elargire loro il suo prezioso sollievo: non capiva infatti come mai essi si facessero schiacciare così potentemente dalla tristezza.
Lei conosceva i segreti del bosco, e della Vita, e sapeva che felicità e tristezza sono i binari dello stesso sentiero, gioia e malinconia le facce della stessa medaglia, disperazione e speranza la mano destra che stringe la mano sinistra, dal lato del Cuore.
Si prendeva a cuore questa debolezza degli uomini, che non riuscivano a tollerare tutto ciò che non fosse felicità, contentezza e soddisfazione, non capendo che l’essenza della Vita deve necessariamente passare attraverso il dolore e lo smarrimento, e che la luce ha bisogno dell’ombra per essere colta.
Così, Lei poteva esprimere se stessa e il desiderio profondo che le apparteneva: portare il Bene e il Buono laddove questi erano stati calpestati, disattesi e dimenticati.
Voleva essere Conforto, morbida coperta a riscaldare sofficiemente l’anima sconsolata di chi aveva smesso di sperare, e si era perso in un labirinto di buio e desolazione.

Era felice quando la sua presenza diventava sole e rugiada e faceva sbocciare corolle richiuse da tempo…
Si sentiva preziosa, si sentiva viva, si sentiva… speciale.

Si ricaricava così, di un’energia primordiale e misteriosa…
Non capiva fino in fondo, ma sentiva che in lei era celato un segreto, antico e prezioso, e lo voleva assolutamente scoprire
Ogni volta che portava a termine una missione, Desiderio si sentiva appagata e felice.
Soprattutto si sentiva Emozionata.

Le sorelle Fate le avevano fatto notare più volte che non era bene coinvolgersi troppo nelle questioni degli Umani…     Il rischio era infatti quello di entrare così profondamente nell’Anima da rimanerne catturati, al punto da non riuscire più a tornare indietro.

Lei però non aveva mai dato retta a questi consigli: sapeva che le venivano dati in buona fede, ma in cuor suo sentiva che il suo modo di darsi, completamente ed integralmente, aveva ragioni profonde, che presto o tardi sarebbero state svelate.

Fu così che un giorno Desiderio parti’ alla volta del mondo terreno, per una nuova incredibile avventura del Cuore.
Il richiamo era stato potente…
Aveva percepito un Dolore forte e struggente, mescolato ad uno strano sentore di malinconica dolcezza.
Da dove proveniva questa inconsueta combinazione?
Era una strana miscela di sensazioni, una sorta di alchimia sconosciuta e nello stesso tempo familiare…
Non le era mai successo prima di allora.
Si trattava di un’Anima stanca, addolorata e sola, che aveva vissuto tante vite e tanto aveva amato.
Era un’Anima buona e generosa, che aveva scelto di incaricarsi in un Umano un po’ fuori dal comune: il suo cuore era primitivo, scevro di quelle corazze che di solito impediscono di arrivare al Centro.
Per questo era più sensibile e soggetto a soffrire, era nudo di fronte alla Vita e al suo divenire, e non si tirava mai indietro al richiamo del proprio Sé.
Questo lo aveva portato a darsi tanto e sempre, integralmente, senza riserve.
Ma ora il tempo aveva giocato un brutto scherzo, facendolo cadere in preda alla stanchezza e alla desolazione.
Desiderio sentì subito che doveva fare qualcosa, qualcosa di “speciale” perché il dolore era troppo e penetrava anche nella sua Anima, turbandola e mescolandosi al suo sentire.

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Così iniziò a comparire nei sogni dell’Umano come faceva sempre, e a suonare, con il suo flauto magico, augurandosi che la musica dolce e melodiosa potesse posarsi come un balsamo sul suo cuore ferito e risvegliare l’anima esausta…
Ma non bastava.
Il dolore era ancora più forte.
Desiderio provo’ allora a cantare: la sua voce melodiosa si spargeva nell’aria e le sue dolci parole si posavano ovunque, intorno a Lui, avvolgendolo delicatamente e carezzandolo con leggerezza.
Ma non bastava ancora.
Desiderio era sempre più preoccupata e addolorata a sua volta…
Il dolore era entrato in lei e stava prendendo il sopravvento, oscurando la sua luce di Fata…
Non poteva permetterlo: decise allora di fare l’unica cosa possibile, l’unica cosa che rimaneva a disposizione, l’unica cosa che avrebbe potuto Toccare l’Anima, anche a costo di rischiare la propria vita e il proprio destino: decise di rivelarsi.
Fu come un’esplosione di luce e di stelle, un bagliore improvviso che squarcio’ il buio del cielo e rese visibile tutto ciò che fino a quel momento era rimasto invisibile.
Desiderio si guardò: vide le sue mani, le sue gambe e i suoi piedi che poggiavano sulla nuda Terra.
Ebbe percezione del suo corpo e soprattutto dell’Anima dentro di Sé, che tornava finalmente a vibrare nella sua originaria dimora.
Desiderio capi’ allora l’arcano segreto nel tempo celato: era lei stessa Umana, trasformata in Fata , per il forte provare, per il troppo sentire, per l’immenso anelare ai moti profondi del Cuore…
Ecco il mistero svelato negli occhi degli occhi, specchio riflesso dell’Anima intonsa, primitiva e ruggente di Fuoco e di Vita.
Ecco l’Anima amena, che piange e che sogna, di Vita e di Amore.
Ecco l’Anima Viva che Vive di Sé e dell’Altro da Sé.

L’Umano se la trovò di fronte, splendida, fulgida, e palpitante, leggera come una farfalla e mossa come un fiume che scorre: “Io ti vedo”, le disse.

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Si abbracciarono di un abbraccio infinito e prezioso, con dentro tutto quel Senso che dà il Senso agli infiniti perché.

Nel mentre dell’Oggi, piantarono un seme di Speranza, e attesero il Forse del Domani.

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