Prendimi

Ho fatto un Sogno
Che sapeva di Primavera
Ad occhi Aperti
Con la rugiada negli Occhi
Come Lacrime buone
E il sole l’ho visto Sorgere
Come ogni Giorno
Ho preso in mano la mia Vita
E le ho dato Inizio
Come ogni Giorno
Le ho chiesto “Perché”
E lei mi ha Risposto
“Prendimi”
Come ogni giorno

Nonno

Il caffelatte è nella tazza.
Si, quella sbeccata, con il bordo un po’ ingiallito.
E tu sei in pigiama, i piedi nudi nelle ciabatte.
Lo sguardo stanco e vigile, come solo un Uomo può avere.
Stasera ho bisogno di te, e mi sei venuto a trovare nei pensieri, per ricordarmi da dove Provengo.
È bello avere un ricordo così nitido nella memoria, così Lontano e così Presente.
Perché certe cose non si scordano mai.
Capelli bianchi, gli occhiali Posati sul comodino, la tua Anima, antica e fiera, consacrata ad un presente intriso di Assenza.
Eppure.
Sei qui oggi, a ricordarmi che certe appartenenze Contano.
Mi muovo leggera tra le porte del Tempo.
Ti ringrazio per ciò che oggi posso Fare, per merito tuo e per chi, nel tuo ricordo, ha custodito movenze di Verità.
Vienimi a trovare di Notte.
È da tanto che ti Aspetto.
Sollevo il lembo del lenzuolo e ti ritrovo, in un un soffio di Vento.
Quel vento che mi Accarezza e mi riporta all’istante in cui mi mostrasti come si deve Essere.
Come il destino ci chiede di Essere.
Caffelatte al mattino.
Una carezza per sentire che, nella tua Mano, continuo ad Essere come tu mi Vedevi.

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